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anfiteatro prosecco

Chi mi conosce sa che non disdegno un buon bicchiere di vino, soprattutto se bianco o con le bollicine. Diversi anni fa ho partecipato ad un corso di avvicinamento al vino e anche a Londra ho preso parte a vari wine tasting con la “West London Wine School”. In Italia ho la fortuna di vivere tra due zone di vino eccellenti quali il Collio friulano, che ho visitato l’anno scorso e il prosecco, del cui incantevole territorio sono andata alla scoperta quest’anno.

Un paesaggio culturale dato soprattutto dalla sinergia tra uomo e ambiente, il tutto è punteggiato di città e borghi incantevoli, castelli, chiese, ville e palazzi affrescati, che sorgono tra colline, vigne e boschi. Tradizione, storia e natura fanno armonicamente parte dello stesso meraviglioso paesaggio. In questo articolo parlo dell’itinerario da fare lungo la strada del prosecco e vini dei colli Conegliano Valdobbiadene, puoi decidere di percorrere l’intero percorso oppure solo una parte.

DOVE SI TROVA

Il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore è un’area collinare compresa tra le Dolomiti e Venezia, che da Valdobbiadene si estende a est fino a Vittorio Veneto. Comprende 15 comuni tra cui appunto Conegliano e Valdobbiadene, considerati uno il cuore culturale e l’atro il cuore produttivo della zona. Dal 2019 questo territorio è entrato a far parte del Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco.

COME ARRIVARE

  • Gli aeroporti più vicini sono Treviso e Venezia dai quali è poi possibile noleggiare una macchina.
  • In macchina prendere la A27, uscita Conegliano o Treviso Nord per per chi proviene da Bologna, Padova e Milano, l’autostrada A28 per chi proviene da Trieste, Udine, Pordenone, Austria e Slovenia.
  • In treno le stazioni più vicine sono Conegliano oppure Vittorio Veneto.

COME SPOSTARSI LUNGO LA STRADA DEL PROSECCO

Il modo migliore per visitare le splendide colline è attraverso la strada enologica più antica d’Italia, ovvero la Strada del Prosecco dei Colli Conegliano Valdobbiadene, inaugurata nel 1966 in un percorso ad anello. Ci sono vari mezzi per scoprire la zona:

  • Tramite la macchina
  • In mountain bike oppure noleggiando una e-bike (in molti alloggi è previsto il servizio di noleggio) o prendere parte ad un tour organizzato su un percorso di 50 chilometri in un susseguirsi di paesaggi, vigneti, storia, arte, emozioni che lasciano stupefatti ad ogni curva.
  • Oppure cosa ancor più particolare si può noleggiare una vespa.

DOVE DORMIRE

Queste colline offrono vari tipi di alloggio per tutti i gusti e tutti i budget. Si va dai più economici airbnb ma se sei alla ricerca di qualcosa di più lussuoso ci sono molti relais. Io ho optato per un vecchio casolare ottocentesco, magnificamente ristrutturato immerso tra i vitigni, Tenuta Sant’Eufemia. La storia è molto particolare e interessante, infatti in antichità era una cella dell’antico eremo camaldolese di Rua di San Pietro di Feletto. In seguito passò di proprietà alla contessa Eufemia che creò una tenuta contadina. Fabio, il proprietario, dopo un viaggio in Toscana pensò al potenziale della tenuta e decise di ricreare qualcosa di simile tra le colline del prosecco, e la tenuta contadina della bisnonna era la location perfetta. Finemente ristrutturata mantenendo la fisionomia della vecchia facciata e l’interno nello stile di una volta. La Tenuta si trova a Borgo America composto da una manciata di case, la versione più accreditata sull’origine è che il borgo facesse parte dei “luoghi esenti”, dispensati dal pagamento dei tributi, un po’ come aver trovato l’America!

IL TERRITORIO

La particolarità di questo territorio è data dalla conformazione geologica chiamata “hogback” ed è costituita da una serie di rilievi irti e scoscesi intervallati da piccole valli parallele. Il territorio è composto da creste molto strette con pendii molto ripidi ed è ricoperto da vigne lavorate a mano che hanno dato vita a delle spettacolari geometrie. I ripidi colli hanno imposto alle famiglie contadine la fatica per poter praticare la viticoltura. Il vitigno principale impiegato nella vinificazione è il Glera, presente almeno in quantità pari all’85%, mentre il restante 15% è costituito da 3 varietà autoctone chiamate Verdiso, Bianchetta e Perera.

COSA VEDERE TRA LE COLLINE DEL PROSECCO

#1 PIEVE DI SAN PIETRO DI FELETTO

La Pieve di San Pietro di Feletto si trova su una collinetta panoramica, circondata dai vigneti. E’ di origine longobarda, fu eretta intorno all’anno mille come luogo d’incontro dei fedeli che giungevano per le funzioni religiose dalle valli circostanti. Si riunivano soprattutto per il battesimo, infatti la Pieve era l’unica chiesa a possedere il fonte battesimale, oltre a questo si distingue per l’ampio porticato ligneo utilizzato dai viandanti per ripararsi, e oggi si affaccia su un panorama di rara bellezza. Si ammirano affreschi di gusto popolare tra cui la rara iconografia del Cristo della Domenica che sta a simboleggiare che la domenica non si lavora, ma anche la “Madonna con Bambino” dato da un particolare del Gesù Bambino che succhia il latte dalla vescica. L’interno è essenziale ma ricco di grande fascino dato da tre strette navate divise da arcate, si notano affreschi di vario stile il romanico di forte impronta locale della navata centrale; il tardogotico nella cappella di S.Sebastiano; l’impianto barocco dell’altare maggiore. Tutti gli affreschi sono stati restaurati nei primi anni duemila e sono stati riportati al primitivo splendore. Li ho trovati tutti molto belli, l’unica pecca è che gli orari di visita della Pieve sono limitati. Io ho avuto la fortuna di arrivare in orario di messa, ma appena finita la funzione hanno chiuso le porte.

#2 MOLINETTO DELLA CRODA

Visitare questo mulino è come essere i protagonisti di un quadro degli impressionisti, si trova a pochi chilometri di distanza dalla Pieve di San Pietro. Il mulinetto della Croda è un mulino ad acqua alimentato dal torrente Lienza. È stato edificato nel 1630 con lo scopo di macinare la farina, in seguito fu edificato anche un alloggio per la famiglia del custode. È il simbolo di una vecchia società rurale quasi in via di estinzione che fa posto alla civiltà industriale, ma che è testimone del nostro passato. Il mulino è stato attivo fino al 1953 poi per molti anni è stato abbandonato, in seguito acquistato dal comune di Refrontolo e sottoposto a importanti lavori di restauro; oggi lo possiamo ammirare nuovamente in tutto il suo splendore. È un piccolo edificio rurale fatto di pietra e legno le cui fondamenta poggiano su un costone roccioso da dove scendono le acque del fiume Lienza che fanno girare la ruota del mulino. Si possono visitare gli interni, al piano terra è presente la macina nuovamente funzionante. Nella’area circostante ci sono vari sentieri e itinerari naturalistici.

mulinetto della croda
mulinetto della croda

#3 ROLLE

Rolle è una piccola frazione di Cison di Valmarino a poca distanza dal Mulinetto della Croda, è la tipica borgata dell’alta collina data una manciata di casa e un campanile che spunta dal centro, con un panorama mozzafiato sui vigneti terrazzati sui ripidi pendii, nel quale il tempo pare si sia fermato, e che dona tanta tranquillità. Anche il poeta Andrea Zanzotto l’ha inserito tra le sue poesie definendolo “come una cartolina inviata dagli dei”. Nel suo passato si hanno tracce di un monastero benedettino, importante è anche la chiesa dedicata a San Giacomo e San Filippo. È diventato il primo borgo italiano tutelato dal FAI nel 2014 per la sua importanza storico paesaggistica.

#4 CISON DI VALMARINO

Cison di Valmarino fa parte dei Borghi più belli d’Italia e deriva da una fortificazione del XII secolo della quale si possono ammirare molte testimonianze. A dominare il borgo l’imponente castello Brandolini, uno dei più grandi e antichi castelli d’Europa. Ripercorre 2000 anni di storia, dal 1200 al 1300 fu posseduto dai Vescovi di ceneda, in seguito è stato trasformato in residenza feudale dai Caminesi (XIII secolo). Nel 1436 passò ai Veneziani, che concessero il feudo ai capitani di ventura Erasmo da Narni e Brandolino Brandolini. Quest’ultimo ne divenne primo conte riscattandolo dal Gattamelata, ampliato successivamente; oggi riadattato ad albergo e centro congressi. Al suo interno, spazi espositivi a tema e una chiesa settecentesca affrescata. Da non perdere nel centro di Cison, Piazza Roma dove si affacciano alcuni edifici come la chiesa arcipretale di Santa Maria Assunta, Palazzo Barbi, il teatro la Loggia e il Museo della radio d’epoca. Per gli amanti delle escursioni dal borgo parte il sentiero dell’Acqua e ripercorre l’antica via dei mulini che ricostruisce la realtà artigianale del borgo. Ogni anno ad agosto si tiene la manifestazione “Artigianato Vivo” che consiste in una rassegna di attività manuali della tradizione, le vie del centro si riempiono di spettacoli, prodotti artigianali ed enogastronomici.

#5 FOLLINA

Da un Borgo più bello d’Italia all’altro, anche Follina merita questo appellativo.. Sicuramente l’edificio di maggior pregio è l’Abbazia di Santa Maria realizzata dai monaci Cirstercensi nel XII secolo, sopravvissuta nel corso dei secoli a vari eventi e giunta fino ai nostri giorni. La pianta della basilica segue la simbologia cistercense, a croce latina con la facciata rivolta a ponente e l’abside a levante. Al suo interno ci sono alcune pregevoli opere tra cui la torre campanaria di origine romanica, ma soprattutto lo splendido chiostro e il chiostrino di dell’Abate del XIII secolo. L’immagine più emozionante è data dalla “Madonna con Bambino” in pietra arenaria del VI secolo.  I monaci introdussero a Follina la lavorazione della lana e arrivarono a realizzare delle tessiture pregiate. Furono sempre loro a sviluppare l’attività della “follatura” da cui deriva il nome del paese, oggi resiste a questa lunga tradizione il “Lanificio Paoletti” che produce tessuti di pregio molto apprezzati. Consiglio di perdersi tra le stradine del borgo per ammirare le bellezze delle sue architetture.

#6 SOLIGHETTO

Questo piccolo paesino è conosciuto per la Villa Brandolini d’Adda, una villa veneta del XXIII secolo perfettamente incastonata tra le colline del Prosecco. La storia è legata alla famiglia Brandolini, il conte Antonmaria Brandolini era alla ricerca di una dimora adatta alla vita di campagna e vicino alle altre proprietà della zona. La residenza rispecchia lo stile sobrio tipicamente veneto. Oggi è sede di manifestazioni artistiche e culturali, oltre che luogo ideale per eleganti banchetti e rinfreschi, meeting ed eventi. Quando sono andata io ho potuto ammirare solo l’esterno e il giardino in quanto era chiusa, non c’erano neppure indicazioni sugli orari di apertura, ho chiesto a dei locali ma mi hanno consigliato di telefonare al comune per avere maggiori informazioni. Un vero peccato.

solighetto
solighetto

#7 TORRI DI CREDAZZO

Le torri di Credazzo sono i resti di un antico castello, i costruttori del maniero probabilmente sono i Collalto, i conti di Treviso, il nome Credazzo appare in un documento del 1233. È composto da tre torri disposte nel senso nord-sud e congiunte da mura robuste, sulle quali era possibile il passaggio delle sentinelle e della servitù. Fu distrutto dagli Ungari i primi del 1400. Dopodichè fu ristrutturato negli anni ’70, le sue tre torri sono ancora ben arroccate in cima al colle. Purtroppo anche in questo caso non si può visitare l’interno. Poco distante c’è l’altrettanto caratteristica e suggestiva chiesetta di San Lorenzo. Un’antica leggenda racconta dell’esistenza di un passaggio segreto sotterraneo che collegava questo castello con il Montello, passando sotto il letto del Piave, ma di fatto non se ne è mai rinvenuta traccia. Il percorso ad anello per raggiungere le Torri di Credazzo parte da bar K2, prima su strada asfaltata e poi sterrata fino alle torri per poi proseguire verso la chiesa di San Lorenzo fino a ritornare al parcheggio. La passeggiata si snoda tra le splendide colline e i rinomati vigneti ferraresi.

torri di credazzo
colline del prosecco
chiesa di san lorenzo

#8 BELVEDERE SUL CARTIZZE

Un luogo non segnato ma degno di nota per i nostri sensi, è la zona del Cartizze, occupata da 107 ettari dove si snodano i vigneti più pregiati per la produzione di cru del Vadobbiadene DOCG. Dall’abitato di Santo Stefano proseguire per la Strada di Saccol e poi prendere la piccola stradina Colesan e Val, camminando troverai alcune panche recuperate dai tronchi degli alberi e davanti a te si aprirà un bellissimo panorama: un anfiteatro fatto di vigne e qualche casa qua e là.

belvedere sul cartizze
belvedere sul cartizze

#9 OSTERIA SENZA OSTE

Tappa imperdibile di questo tour è L’osteria senza Oste, un casolare ristrutturato con una vista pazzesca sulle colline del prosecco. La particolarità del posto è che l’oste non c’è, ci si serve liberamente. All’interno c’è una sala con un caminetto, un frigorifero con salumi di produzione propria, formaggi di malga, dolci, uova sode e pane cotto a legna e ovviamente lui, il protagonista di questa zona, il Prosecco e il Cartizze prodotto dalle aziende locali. Ogni persona che arriva in questa osteria si serve da sola scegliendo tra scaffali, mensole e frigoriferi quello che preferisce. Nei vari cibi a disposizione tra cui salumi e formaggi il prezzo è indicato nel retro, alla fine della consumazione si tirano le somme e si lasciano i soldi nella cassa elettronica che rilascia la ricevuta fiscale, visti i problemi del passato. Quest’iniziativa è iniziata quasi per caso dal proprietario, inizialmente lasciando dei bicchieri di vino per gli amici, poi la voce si è sparsa e sono arrivati gli amici degli amici, e sono stati aggiunti pane e salumi e con questo sono arrivate le prime offerte. Un locale fondato sulla fiducia delle persone, per molto tempo era stata messa una cassetta di legno dove mettere il proprio conto. Ma purtroppo per qualche tempo l’osteria ha dovuto chiudere per problemi con il fisco, ora ha riaperto con il registratore di cassa. Pareti e soffitto dell’Osteria sono un mosaico di biglietti e fotografie da ogni dove, che testimoniano l’affetto delle persone che sono passate da queste parti.

#10 VALDOBBIADENE

Valdobbiadene è la patria indiscussa del prosecco, si respira un’aria antica che racconta di fatiche e di grandi soddisfazioni. Piazza Marconi è il centro nevralgico della cittadina su cui si affaccia il campanile, solitario e allungato, risalente al 1743 e il Duomo di Santa Maria Assunta, che risale al XV secolo ma venne riconvertito in stile Neoclassico a fine Settecento. All’interno si trova la pala dell’Assunta di Francesco Beccaruzzi. Ancor più degna di nota è villa dei Cedri, in stile liberty, circondata da un parco meraviglioso che nel corso dei secoli ha visto svettare degli imponenti cedri del Libano che hanno dato il nome all’intero complesso. La villa ospita oggi numerose rassegne dedicate al vino, e il suo parco, con area giochi per i bambini e la romantica panchina degli innamorati, è aperto e visitabile. Da non perdere un buon caffè nella torrefazione più piccola d’Italia ovvero la Torrefazione Spinetta. Per un buon bicchiere di prosecco il punto di riferimento è il Bar Alpino.

#11 TARZO

Tarzo è un piccolo paesino ma pieno di colore e tradizione infatti lungo le stradine delle frazioni di Fratta e Colmaggiore c’è la “via dei Murales”. Un bellissimo percorso dove le pareti di alcune case, della latteria, della canonica e di altri edifici sono decorate da dei murales dipinti da artisti veneti tramite diverse tecniche che rappresentano l’emigrazione, antichi mestieri e la cultura popolare. Raccontano le storie della vita quotidiana del passato vissuta dagli abitanti della zona che stanno scomparendo dalla nostra quotidianità. Un progetto iniziato nel 2008 su iniziativa della Pro Loco di Tarzo per valorizzare il territorio e che sta continuando, si tratta di vere e proprie opere d’arte oltretutto gratuite.

#12 CONEGLIANO

Per concludere o iniziare l’itinerario nella zona del prosecco è d’obbligo fermarsi anche a Conegliano, città di origine medioevale dove si possono ammirare gli edifici storici e religiosi. Cosa importante per gli esperti di vino qua si trova la prima scuola di enologica in Europa, ITIS CERLETTI fondata nel 1876. L’interno ospita anche il museo Manzoni ovvero un ricco e variegato patrimonio di materiali scientifici, strumentazioni, pubblicazioni e luoghi dove Luigi Manzoni svolgeva le sue ricerche. Era un illustre ricercatore che per oltre 50 anni operò presso l’istituto. Da non perdere la spettacolare Aula Magna con all’interno opere realizzate da Antonio Maria Morera nel 1924. Tra le cose da visitare a Conegliano c’è la Sala dei Battuti, era la sala riunioni della congregazione dei Battutti i cui membri si occupavano dell’assistenza materiale e spirituale dei concittadini. Si tratta di una grande stanza rettangolare, con un bel soffitto ligneo e un pregevole ciclo di affreschi (cinquecenteschi) di straordinaria bellezza realizzato per la maggior parte da Francesco da Milano. Il ciclo pittorico descrive episodi che vanno dalla creazione del mondo al giudizio universale. Attigua è la Sala del Capitolo, impreziosita da cinque arazzi di origine fiamminga, di notevole pregio. Il centro storico è costituito da eleganti palazzi del ‘400 – ‘500, arricchiti da preziose decorazioni a fresco o scolpite. Dalla Piazza di Conegliano si snoda una passeggiata che porta al Castello. Bellissimo il panorama che si ammira sulla valle con i vigneti e i piccoli paesini del trevigiano.

sala dei battuti

#13 DEGUSTAZIONE PROSECCO

Non puoi andare via e lasciare questa zona senza aver fatto una degustazione di prosecco, molte cantine propongono varie esperienze. Io mi sono recata all’azienda Col Vetoraz che si trova sulla cima dell’omonimo colle a poca distanza dall’Osteria senza oste. L’azienda ha aperto i battenti nel 1838 e produce Valdobbiadene DOCG e Valdobbiadene Superiore di Cartizze DOCG, due vini che sono un’eccellenza nel mondo.

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